progetto K2

 

 

una telefonata allarmante

E' la tarda mattinata del 20 ottobre che ci arriva una telefonata dal Kosovo a dir poco allarmante: Altin ha la febbre, più di 40°C, la tachipirina sembra non aver alcun effetto, i genitori lo portano di corsa in ospedale a Peje. Sono passati solo 5 giorni dalla perdita del piccolo Nik per un'infezione fulminante, veniamo presi dall'angoscia di dover rivivere momenti analoghi, di smarrimento e di impotenza.

 

Attiviamo la nostra mediatrice culturale Alma, la quale riesce a parlare con mamma Grishe, spaventata e in lacrime per le condizioni del figlio. Grazie a Dio, le flebo somministrate al piccolo in ospedale - ma comprate fuori dai suoi genitori - placano la febbre e ci rasserenano un po'. Riusciamo a capire che il piccolo ha avuto anche difficoltà respiratorie, facilemente dovute ad una brutta bronchite, mal curata, forse degenerata in un focolaio di broncopolmonite.

 

Tutto un forse, medici kosovari che si negano al telefono, ma incredibilmente pronti a dimetterlo subito perchè il bimbo non ha più febbre.

 

 

il trasferimento all'ospedale di Pristina

La nostra cardiologa veronese ci rassicura: non può essere il cuore di Altin a far le bizze, ma il bimbo è delicato e va curato per bene. Non senza difficoltà convinciamo i genitori a portarlo all'ospedale di Pristina, dove le competenze mediche sono migliori, ma soprattutto perchè da lì a due giorni sappiamo che ci sarà la visita di un medico italiano, il dott. Zannini, cardiochirurgo del Gaslini di Genova.

 

Perchè il nostro bimbo venga accettato e curato come si deve, lo "vendiamo" come un caso del dott. Zannini, unico modo per assicurarci che venga seguito con tutte le attenzioni ... e così è.

Il piccolo - veniamo a sapere un po' alla volta - ha collezionato una gastroenterite, una bronchite e una congiuntivite: bingo!!! ... ecco spiegato ad un certo punto il pericoloso rialzo di temperatura !!!

Il 23 ottobre Altin viene visitato dal dott. Zannini: tutto bene, le infezioni sono in fase risolutiva, il piccolo va tenuto sotto osservazione qualche altro giorno e poi può tornare a casa. Tiriamo un sospiro di sollievo, ma non è finita qui.

 

Passano tre giorni e mamma Grishe telefona di nuovo disperata dall'ospedale: Altin ha avuto un collasso, ha perso conoscenza, è freddo e bluastro (sintomo di scarsa ossigenazione) dopo una flebo; cerchiamo di parlare con un medico ma nulla da fare, solo durante la notte un'infermiera si concede alla nostra mediatrice ... ma dice di non saperne nulla, perchè lei prima non c'era e i passaggi di consegne tra un turno e l'altro non esistono.

 

La mattina dopo il piccolo si è ripreso, ma non sappiamo cosa sia successo; a Pristina decidono di dimetterlo, rimaniamo basiti dalla decisione ... ma non abbiamo in zona medici italiani che ci possano aiutare. Decidiamo di riportarlo quanto prima in Italia, vogliamo vederci chiaro, sistemarlo per bene e approfittarne per un check-up cardiologico.

 

 

il check-up in Italia

Altin e mamma Grishe atterrano a Venezia sabato 31 ottobre, sotto il diluvio che il giorno dopo manderà in crisi mezzo Veneto; subito il ricovero in ospedale per un check-up completo, una cura ricostituente e una bella reidratazione. Ne approfittiamo per spiegare alla mamma come evitare che infezioni analoghe - peraltro tipiche nei bimbi - prendano il sopravvento e siano difficili da controllare a casa; prepariamo anche uno stock di farmaci di primo soccorso ... non vogliamo lasciare nulla al caso.

 

Pochi giorni in ospedale, dove è presto festa con medici e infermieri felici di rivedere il loro Altin !!!

Sono momenti di conforto e di serenità per mamma Grishe, che oltre ad essere rassicurata sulle condizioni del suo piccolo, acquista consapevolezza che qui siamo sempre tutti pronti ad aiutarla in caso di bisogno.

Ed è un momenti di conferma per noi sulla necessità di realizzare quanto prima LA CASA DI ALTIN, un ambiente più sano e vivibile che permetta al nostro piccolo di crescere più tranquillamente e senza rischi.

 

Altin è tornato a casa martedi 9 novembre, sorridente e giocherellone.

Ciao cucciolo !!!

 

 

 

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L'aiuto qui sintetizzato è stato calcolato e approntato nell'ottica del

TUTTO IL NECESSARIO, NULLA DI SUPERFLUO

principio cui l'Associazione si ispira

nella realizzazione dei suoi progetti di solidarietà.