progetto K2

 

 

una lunga vacanza e poi il ricovero

Anzhalika è tornata al Castello dei Sorrisi agli inizi di maggio, a poco più di quattro mesi dal suo precedente viaggio a Verona; prima di questo arrivo, noi volontari ritenevamo che avremmo avuto tutto il tempo per iscrivere la bimba al Programma di Assistenza Sanitaria a fini umanitari della Regione Veneto, ma la delibera, arrivata quest'anno terribilmente in ritardo, ha sconquassato i nostri piani.

 

Grazie ad una condizione fisica tutto sommato discreta, abbiamo allora organizzato per Anzhalika una bella vacanza italiana, convinti che l'aria buona e una sana alimentazione all'italiana le avrebbero fatto molto bene. A queste è stata aggiunta un po' di attività fisica, perchè la piccola - quando è in Bielorussia - fa una vita molto sedentaria ed esce raramente di casa.

 

Mare, piscina e camminate in montagna hanno così riempito i suoi giorni, rallegrati dai giochi con l'amico Pier, che anche in questa occasione l'ha generosamente ospitata con mamma Svetlana.

 

A fine giugno il ricovero al Centro Fibrosi Cistica di Verona, programmato quando il respiro di Anzhalika ha iniziato ad affaticarsi, per l'enorme quantità di muco che le si crea nei polmoni a causa della sua malattia.

 

Il ricovero è durato 10 giorni, durante i quali la piccola è stata sottoposta ad una terapia antibiotica specifica e ad una intensa attività fisioterapica; gli effetti sono stati confortanti e hanno positivamente colpito anche i medici che la seguono dallo scorso novembre.

 

Anzhalika è stata poi rivisitata a fine luglio, un ultimo check-up prima del rimpatrio. Anche per questo ritorno a casa, le abbiamo procurato una scorta completa dei medicinali di cui ha bisogno, in modo che con l'aiuto di mamma Svetlana possa curarsi senza ricorrere agli ospedali bielorussi, purtroppo ancora non sufficientemente specializzati nella cura dei pazienti fibrocistici.

 

Anzhalika tornerà al Castello dei Sorrisi sicuramente entro la fine dell'anno, per un'ulteriore verifica delle sue condizioni e per l'eventuale modifica delle terapie, purtroppo senza soluzione di continuità nella battaglia quotidiana che deve sostenere con questa terribile malattia genetica.

 

 

 

 

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L'intervento umanitario qui sintetizzato è stato approntato nell'ottica del

TUTTO IL NECESSARIO, NULLA DI SUPERFLUO

principio cui l'Associazione si ispira

nella realizzazione dei suoi progetti di solidarietà.