la storia di BLENDINA

 

il viaggio:

dicembre 2014

 

 

 

Noi non ti abbandoniamo !!!


Blendina è una bimba kosovara nata a fine novembre con la terribile TGA - Trasposizione delle Grandi Arterie, quella cardiopatia incompatibile con la vita che va corretta chirurgicamente il più presto possibile.

 

Già altri bimbi sono giunti a pochi giorni di vita al Castello dei Sorrisi per lo stesso motivo: viaggi organizzati freneticamente, prima che le condizioni peggiorino e non si possa più far nulla.

 

Così è stato anche per Blendina, per la quale ci è stato chiesto aiuto la sera del 4 dicembre. Il giorno successivo è stato interamente dedicato all'organizzazione del suo viaggio, trovando nell'Azienda Ospedaliera di Verona e nella nostra Ambasciata a Pristina disponibilità e sensibilità encomiabili.

 

Così Blendina è arrivata a Verona il 6 dicembre, a soli 9 giorni di vita, in apparenti discrete condizioni; subito affidata ai nostri medici, è stata ricoverata in Terapia Intensiva Pediatrica e sottoposta ad un cateterismo cardiaco (manovra di Rashkind) che ha permesso di guadagnare qualche giorno in più, nell'ottica di prepararla al meglio per il suo intervento cardiochirurgico salvavita.

 

Ad accompagnare la sua piccola, c'era mamma Liridona, frastornata dagli eventi degli ultimi giorni: l'emozione del parto, la scoperta del problema al cuore della sua piccola, l'angoscia di non poter far nulla se non sperare in un intervento umanitario ...

 

Ma è bastato spiegarle con calma la situazione, accompagnarla in Terapia Intensiva il giorno dopo a visitare la sua piccina, invitarla a toccare, baciare e stringere la manina della sua creatura, mostrarle l'attenzione e la competenza con cui le zie-infermiere si prendono cura dei piccoli ospiti del reparto ... che mamma Liridona ha trovato un po' di sollievo e respirato l'atmosfera familiare del Castello dei Sorrisi.

 

Quella che sembrava dovesse essere un tranquillo approccio all'intervento cardiochirurgico si è invece presto rivelato un percorso accidentato che ha progressivamente compromesso l'organismo della piccola, nonostante i nostri medici si prodigassero nelle cure.

 

Blendina, infatti, era giunta a Verona con un polmone compromesso nelle sue funzionalità; nonostante l'impegno dei nostri medici, da lì si è presto generato il focolaio di un'infezione particolarmente aggressiva, che giorno dopo giorno ha minato il fisico della piccola.

 

Mentre i medici assistevano Blendina, abbiamo protetto mamma Liridona ospitandola presso la famiglia di Chiara e Alessandro, perché non fosse mai sola ma potesse dal calore e dall'affetto di quella casa ricevere la forza per affrontare il momento così delicato della sua piccina.

 

Abbiamo trascorso giorni sempre più difficili, di tensione, con momenti di speranza e altri di sconforto, di preghiera e di rabbia, di grinta e di rassegnazione. Che la mattina del 24 dicembre, quando Blendina ci ha lasciato, ci ha trovato smarriti e con un gran senso di vuoto interiore.

Addio Blendina.

aggiornamento del 24.12.2014

 

 

 

***

 

 

Blendina ha trascorso i suoi 27 giorni di vita terrena esclusivamente in ospedale, combattendo una malattia che alla fine si è rivelata più forte della sua voglia di vivere e delle possibilità dei nostri medici di contrastarla; ma in questi 27 giorni ha ricevuto così tante e continuate manifestazioni di tenerezza e di amore - non solo dalla sua mamma - che altre persone, pur vivendo una vita molto più lunga, non hanno la fortuna di ricevere.

 

27 giorni di tenerezza e di amore che continueranno ogniqualvolta il nostro ricordo la andrà a cercare.

Anche se ci ha lasciato, rimane il fatto di averla accolta, di non averla abbandonata al suo destino. Di averla accolta e di averla protetta nella speranza di ...


Non c'è gesto più tenero e amorevole dell'accogliere e di farsi abbraccio per il più piccolo, per il più debole, come ci vuole ricordare la nostra cartolina di auguri per questo Natale.

Credo che avessero questo significato i 1000 grazie di mamma Liridona questo pomeriggio in aeroporto: la riconoscenza di chi, pur nel tornare a casa sola e col cuore a pezzi, ha apprezzato tutta la tenerezza e l'amore che sono stati dedicati a lei e alla sua bambina, comunque non invano, nonostante la triste fine di questa storia.

Cerchiamo allora di riscoprire in questo Natale questo senso dell'accoglienza, oltre gli eventi pur dolorosi di questa vita terrena: facciamo leva sulla tenerezza e sull'amore che proviamo per questi bimbi fin dal momento che ce li prendiamo a cuore pronti a rimetterci in gioco alla prossima richiesta di aiuto.