II Progetti Conclusi  -  Progetto K2

 

 

 

la storia di EGZONA

 

il primo viaggio:

febbraio 2012

 

 

 

Egzona è una ragazzina kosovara di 14 anni, affetta da continue infezioni all'apparato urinario che oltre al dolore le provocavano alte febbri. Nel suo Paese non sono riusciti né a capirne le cause né tantomeno a curarle. Per questo motivo, la nostra Associazione ha accolto Egzona a Verona, per una diagnostica che identificasse il problema e permettesse di sanarlo una volta per tutte.

 

L'intervento è stato a totale carico del Castello dei Sorrisi, essendo esaurito da tempo il plafond regionale per i casi umanitari del 2011 e lontano dall'essere approvato quello del 2012. Un altro sforzo economico per la nostra Associazione, che confida nella sensibilità e nella generosità di tanta gente per coprire le spese del viaggio della speranza di Egzona e di quelli dei tanti altri bimbi che sono in analoghe condizioni e non possono aspettare la disponibilità di fondi istituzionali, peraltro sempre più contenuti e mai sufficienti a soddisfare tutte le richieste.

 

Egzona è giunta a Verona il 4 febbraio, accompagnata da mamma Remzije, con una ipotetica diagnosi di nefro-uropatia malformativa congenita. Per lei abbiamo organizzato una diagnostica in regime di day hospital, in modo da contenere i costi ed evitare lunghe attese in ospedale tra un esame ed un'analisi. Ad ospitarle la nostra socia Iole, che al loro arrivo ha fatto trovare pizza e torta e la solita straordinaria accoglienza nella sua casa.

 

Egzona e Iole

Putroppo Egzona è arrivata febbricitante e con un bel raffreddore. Ci siamo subito prodigati per curarla, in quanto il 7 febbraio avrebbe dovuto iniziare i suoi esami in ospedale. Abbiamo naturalmente fatto intervenire anche la nostra socia Paola, che con la sua esperienza professionale di pediatra è sempre utilissima quando i nostri bimbi manifestano qualche malessere.

 

Il 7 febbraio Egzona, rimessa a nuovo dalle cure e attenzioni della nostra Iole, ha avuto il suo primo contatto con i nostri medici, durante il quale ha raccontato tutto il suo passato di ricorrenti infezioni, ed è stata sottoposta ad una visita generale e ad una ecografia di reni e vescica. Gli altri esami sono stati invece rinviati di una settimana per il fatto che la ragazzina aveva avuto un recente episodio infettivo che ne avrebbe potuto pregiudicare il buon esito.

 

Il 14 febbraio è stata eseguita una scintigrafia renale e due giorni dopo una cistografia.

 

Nella sostanza, gli esami cui Egzona è stata sottoposta non hanno rilevato situazioni che potessero giustificare le infezioni di cui la ragazzina soffre pressoché dalla nascita. I medici, non riscontrando patologie o malformazioni su cui intervenire clinicamente, hanno quindi concentrato la loro attenzione sul suo stile di vita e sulle sue abitudini alimentari.

 

E’ così emersa una realtà di vita estremamente sedentaria, accompagnata da una dieta in cui frutta e verdura sono praticamente assenti e l’acqua bevuta è veramente poca.

 

Il 20 febbraio abbiamo così organizzato una riunione con i medici e la nostra mediatrice culturale in cui a Egzona e a mamma Remzije è stato spiegato in dettaglio come modificare stile di vita ed alimentazione. Sono stati affrontati anche argomenti connessi all’igiene che nel caso di Egzona possono fare la differenza.

 

Solo nel prossimo futuro capiremo se le indicazioni suggerite sono state assimilate, messe in pratica e se avranno dato gli esiti sperati. Non nascondiamo qualche preoccupazione – dettata anche da precedenti esperienze - legata al fatto che si è chiesto a Egzona di modificare abitudini e stili di vita, abbandonando di fatto usanze, costumi, tradizioni ed educazione particolarmente radicate nel contesto kosovaro. Cambiamento reso ancor più difficile dal fatto che nel suo Paese la medicina è concepita, in modo limitativo, come utilizzo di pratiche chirurgiche e di antibiotici per risolvere qualsiasi patologia, e non si ha consapevolezza di come lo stile di vita possa significativamente influire sulla salute di una persona.

 

Egzona e mamma sono tornate a casa il 22 febbraio. Ci siamo raccomandati con loro di mettere in pratica quanto suggerito dai medici e di tenerci informati sull’insorgenza o meno di nuovi episodi infettivi.

 

Ciao Egzona !!!

 

aggiornamento del 22.02.2012

 

 

***