la storia di REJAN

 

il viaggio:

settembre 2014

 

 

 

Quando i sorrisi cedono il posto alle lacrime

 

Il 4 settembre la dott.ssa Linda, nostra neonatologa di fiducia a Pristina, aveva contattato la nostra Associazione perchè al suo reparto erano appena giunti 2 neonati cardiopatici, Melik e Rejan, nati da pochissimi giorni e accomunati dalla TGA, quella trasposizione delle grandi arterie che per entrambi richiedeva un tempestivo intervento cardiochirurgico correttivo.

 

Sapevamo benissimo di cosa si parlasse, forti dell'esperienza di altri 5 viaggi umanitari organizzati per salvare altrettanti bambini negli ultimi 2 anni. Anche per Melik e Rejan la nostra risposta fu immediatamente positiva.

 

Tempo di ottenere i passaporti dei piccoli e delle loro mamme, le dovute autorizzazioni ed essere pronti per il viaggio ... che l'11 settembre  arrivano notizie sconfortanti dal Kosovo: Melik, il più in difficoltà, non ce l'ha fatta e se n'è andato durante la notte, poche ore prima del volo che in aero-ambulanza lo avrebbe portato a Verona. E Rejan, in condizioni iniziali nettamente migliori, colpito da una forte infezione tale da richiederne l'intubazione.

 

Tutto ciò che abbiamo organizzato si rivela improvvisamente inutile. Ma quel giorno non c'è tempo per farsi prendere dallo sconforto, perchè Rejan forse ha ancora qualche possibilità.

 

Il piccolo giunge al Castello dei Sorrisi con mamma Rrezarta il 13 settembre, con un volo in aero-ambulanza per garantirgli la massima sicurezza. Poche ore dopo il ricovero in ospedale, arriva però la doccia fredda: le sue condizioni appaiono molto gravi, perchè l'infezione che lo ha colpito in Kosovo è degenerata in uno shock settico.

 

Rejan viene immediatamente supportato dalle macchine nel tentativo di garantire le sue funzioni vitali; contemporaneamente i medici cercano di contrastare l'infezione con una terapia d'urto e a largo spettro.

 

I giorni successivi sono un avvicendarsi di momenti di speranza e preoccupazione, ma in realtà viene a mancare quel miglioramento significativo che confermi la reazione positiva dell'organismo del bimbo alle terapie intensive.

 

La notte del 17 settembre capiamo di aver perso la battaglia per Rejan: il piccolo viene a mancare la mattina successiva, lasciandoci un gran senso d'impotenza e una profonda tristezza. La nostra attenzione è tutta per mamma Rrezarta, distrutta nel suo composto dolore: perchè è innaturale che una madre perda il proprio figlio, tanto più dopo soli pochi giorni di vita.

 

Quel 18 settembre non ci sono stati sorrisi al Castello. Solo lacrime. E la magra consolazione di aver fatto tutto il possibile per queste due sfortunate creature, ma invano.

 

Nella riflessione di una nostra volontaria, il sentimento vissuto in Associazione: "ciao cucciolo, tu sei un motivo in più per continuare nel nostro impegno, non sarai dimenticato, ciao".

 

Addio Rejan, addio Melik.

aggiornamento del 18.09.2014