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IL PROGETTO

NATHALIE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marie Nathalie, per tutti Nathalie, è una bimba cardiopatica del Burundi, nata il 15 settembre 2010 da una ragazza con problemi mentali, della quale qualcuno 9 mesi prima aveva vergognosamente approfittato. Due giorni dopo la sua nascita è stata portata all'Orfanotrofio di Muremera e lì lasciata alle cure delle suore di Santa Bernadetta.

 

A marzo 2011, durante il loro annuale viaggio a Muremera per le visite mediche dei bimbi dell'Orfanotrofio, i pediatri Aldo Tegazzini e Paola Miglioranzi, soci volontari di Radio Oreb, conoscono la piccola Nathalie, rimanendo perplessi di fronte al suo sorriso stiracchiato che scompare immediatamente per lasciare lineamenti impassibili, anzi inespressivi, inusuali per una bimba della sua età.

 

La visita medica del giorno spiega loro molte cose: una semplice auscultazione del torace della piccola rivela la cardiopatia. Più che inespressivo, il visino di Nathalie denota stanchezza e sofferenza, il respiro è superficiale, affannoso; nonostante le attenzioni della suora che la accudisce non può certamente essere in grado di alimentarsi adeguatamente e la sua struttura fisica lo dimostra. La difficoltà respiratoria legata alla cardiopatia non le permette di relazionarsi con l’ambiente esterno e la sua attenzione è tutta concentrata al difficoltoso espletamento di quelle funzioni che servono a mantenerla in vita.

 

Tempo di tornare in Italia e i due pediatri si attivano per trovare una rapida soluzione al problema di Nathalie. Il Castello dei Sorrisi risponde prontamente alla richiesta di aiuto e si attiva per organizzare il viaggio della speranza della piccola a Verona.

 

 

 

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COME SOSTENERE IL PROGETTO

 

Se vuoi sostenere il Progetto NATHALIE, bonifica il tuo contributo su uno dei c/c dell'Associazione:

 

IL CASTELLO DEI SORRISI onlus

 

Unicredit Banca Spa

Filiale 2309 - Castel d'Azzano (VR)

IBAN: IT 63 X 02008 59360 000100573112

 

 

Banca Popolare di Verona

Filiale 0017 - Beccacivetta (VR)

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causale: CONTRIBUTO LIBERALE PROGETTO NATHALIE

 

 

 

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PERCHE' IL PROGETTO NATHALIE

 

riflessione del dott. Aldo Tegazzini, pediatra

 

 

Nel nostro primo viaggio in Burundi avevamo conosciuto Belise, una bambina di 11 anni, affetta da una cardiopatia congenita non complicata e trattabile in modo definitivo con un piccolo intervento chirurgico.

 

La mancanza di attrezzature e competenze mediche aveva fatto sì che il suo cuore in quei suoi 11 anni si fosse dilatasse a dismisura fino a sfiancarsi. La situazione era ormai talmente grave e compromessa che dopo poche settimane dal nostro rientro in Italia, Belise era mancata.

 

Difficile descrivere le condizioni generali e la sofferenza che le si leggeva in viso e che traspariva dalla difficoltà respiratoria nel compiere qualsiasi piccolo movimento; ma altrettanto difficile esternare il nostro senso di impotenza e di “rabbia” di fronte all’evolvere di una malattia per noi occidentali così banale e perfettamente curabile.

 

Per noi la morte di un bambino - e di un figlio in particolare - è un evento drammatico che ci sconquassa la vita e ci pone interrogativi esistenziali. Per certe popolazioni invece è contemplato nella legge della natura e l’evento è vissuto come ineluttabile ed accettato pacificamente, se non addirittura serenamente. Per le condizioni nutrizionali, igienico-sanitarie e le carenze mediche, la mortalità infantile è molto elevata e quindi la morte è vissuta non come evento tragico, ma paradossalmente contemplato nel normale corso della vita.

 

Nonostante questo, abbiamo pensato: “in futuro, nel nostro piccolo, per quel che è nelle nostre forze e competenze BASTA BELISE”.

 

Per lei non abbiamo potuto far altro che acquistarle qualche regalo e consegnarle una bambola di pezza che ha rallegrato le sue ultime settimane di vita.

 

Quando abbiamo conosciuto e visitato Nathalie, ci siamo guardati negli occhi e il nostro pensiero è corso  immediatamente e simultaneamente a Belise. Ma Nathalie non deve seguire la stessa amara e dolorosa strada. Basta regali e bambole di pezza!!! Per lei dobbiamo fare qualcosa di più.

 

La Provvidenza ci ha e ci sta aiutando facendoci muovere i nostri passi lungo le strade giuste nel momento giusto e nei luoghi più impensati.

 

È quasi giunto il momento di far venire in Italia la piccola; è quasi giunto il momento di sistemare il suo cuore …è quasi giunto il momento in cui anche i nostri cuori saranno in pace.

 

 

 

 

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