i progetti in corso

 

 

 

noi sosteniamo

 

IL CAMPO CARITAS DI KLINA IN KOSOVO

 

 

 

E' dal 1999 che Caritas Umbria è presente sul territorio kosovaro con una casa famiglia che è diventata sempre più punto di riferimento e simbolo di speranza per tante persone che lì intorno vivono un contesto di profonda desolazione e di abbandono.

 

La casa, situata nel comune di Raduloc, regione di Klina - una delle più povere del Paese balcanico - ospita circa 40 bimbi e ragazzi di tutte le età, orfani, abbandonati o con gravi situazioni familiari alle spalle, e riesce anche ad aiutare le famiglie e le comunità dei dintorni, ancora segnate dalle atrocità e dalle distruzioni, materiali e psicologiche, della guerra.

 

Grazie a Massimo e Cristina Mazzali, fondatori della comunità, e ai tanti volontari che si prendono cura di loro con gesti quotidiani di bontà e di attenzione, questi ragazzi crescono nella serenità e nella speranza, superando il dolore e i traumi subiti e guardando al futuro con occhi diversi.

 

Abbiamo visitato il Campo di Klina per la prima volta nel febbraio 2010, per un solo giorno, ma è stato più che sufficiente per sentire il desiderio di impegnare la nostra Associazione nel sostenere questa struttura, simbolo di pace e solidarietà.

 

Da allora abbiamo iniziato a rifornire il Campo di abbigliamento e scarpe, alimenti per bimbi e neonati (omogeneizzati, creme di mais, latte in polvere, ...), farmaci di uso pediatrico, giochi, album e matite colorate, ..., ma anche di prodotti delle nostre terre quali formaggi e marmellate.

 

Nel tempo la partnership tra il Campo Caritas e Il Castello dei Sorrisi si è progressivamente rafforzata e ciò ha permesso la realizzazione due importanti progetti:

-) la costruzione della Casa di Altin, un’abitazione per uno dei bimbi cardiopatici accolti dalla onlus veronese, costretto a vivere in poco più di una stalla, a causa dello stato di particolare indigenza in cui versa la sua famiglia;

-) l’intervento sanitario a favore di Mergita, una ragazzina kosovara affetta da una rara cardiopatia genetica, che aveva già causato la morte improvvisa di 4 suoi fratelli; alla ragazzina è stato impiantato un defibrillatore sottocutaneo, che ora tiene sotto costante controllo l’attività del suo cuore e ne permette il monitoraggio continuo in tempo reale dall’Ospedale di Verona.

 

Ogni anno, vi sono occasioni per cui volontari e soci della nostra Associazione sono ospitati al Campo per periodi più o meno lunghi, vivendo intense esperienze di solidarietà.

 

Se vuoi aiutarci a sostenere il Campo Caritas di Klina, scrivici a: info@ilcastellodeisorrisi.org

 

 

 

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maggio 2012: 35 porte per il Campo Caritas di Klina

 

Un lavoro decisamente faticoso: ma quando ti regalano 35 porte di legno, complete di cassemorte, usate ma ben tenute, l'idea di destinarle a chi ne ha bisogno genera entusiasmi ed energia a sufficienza per salvarle da qualche discarica e destinarle a nuova vita.

 

A Massimo, fondatore e responsabile del Campo Caritas di Klina, già sapevamo che sarebbero interessate: lui sta costruendo la fattoria, che sarà a breve anche la nuova casa-famiglia per la sua grande comunità; 35 porte tornano che utili, eccome se tornano utili!

 

Perché i locali da arredare saranno tanti; oppure torneranno utili per le case dei dintorni che d'estate vengono ristrutturate per dare maggior conforto alle povere famiglie dei dintorni, che la guerra di 12 anni fa ha lasciato a terra.

 

Una porta al posto di un lenzuolo, ad oggi il separé più comune utilizzato tra due locali di una casa povera in Kosovo. Perché i pochi soldi che ci entrano, servono a malapena per mangiare, non certo per abbellire e rendere funzionale la propria dimora.

 

Una faticaccia, si diceva ... perché abbiamo dovuto recuperarle ad una ad una, imballarle per bene perché arrivino in Kosovo senza graffi o botte, caricarle sul camion che le ha portate fino in Trentino, dove è in preparazione il container con cui verranno spedite.

 

Grazie a Michele, Luca e Virgilio che si sono fatti carico del lavoro più faticoso, a Paolo che ne cura la spedizione, ma anche a Cece che le ha procurate, a Tommaso che ce le ha custodite nel suo magazzino, ..., ennesima dimostrazione di come l'unione fa la forza.

 

 

 

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